martedì 30 settembre 2008

L'editoriale


Cari ragazzi,
siamo ormai giunti al termine di questo anno formativo e, come per ogni cosa che finisce, è giunto il momento di fare un bilancio delle cose vissute insieme. Sfogliando un immaginario album dei ricordi, troviamo la gita a Mornese ed al Colle don Bosco, ad inizio anno, per visitare i luoghi in cui sono nati Santa Madre Mazzarello e San Giovanni Bosco. Questo è stato un anno caratterizzato da numerose uscite didattiche, che hanno avuto lo scopo di farvi toccare con mano le realtà lavorative che incontrerete quando terminerete il vostro percorso di studi: Eataly, Le Gru, Ipercoop, sono solo alcuni dei luoghi visitati. Abbiamo festeggiato insieme le feste “salesiane”, il 31 gennaio don Bosco e a maggio Maria Ausiliatrice, abbiamo giocato assieme ai vicini del CNOS, abbiamo riflettuto sulla figura di don Bosco, un grande educatore dei giovani.
La classe prima OSI ha preparato con impegno e fatica uno spettacolo, e troveremo in questo numero più di un intervento che ce lo racconta, la classe seconda ha fatto la sua esperienza di stage simulato, la terza dopo lo stage in azienda è tornata al centro per completare la sua preparazione in vista dell’esame. Anche gli articoli raccolti in quest’ultimo numero del giornalino raccontano alcune delle attività più significative di quest’ultima parte dell’anno. Ci pare sia stato un anno intenso e di crescita.ora è arrivato il momento di salutarci, di dirci: “Arrivederci a settembre!” e “Buone vacanze!” e ai ragazzi di terza “in bocca al lupo per l’esame che vi attende!”. Vi auguriamo che quello delle vacanze sia un tempo dedicato al riposo e a ricaricare le energie, facendo ciò che più vi piace e non un momento per staccare la spina e “girovagare” senza meta. A chi quest’anno ci lascia auguriamo ogni bene per il futuro e di riuscire a coltivare e realizzare i vostri sogni con l’aiuto dei vostri genitori e delle persone che vi sono care.
Con affetto,

Sr Agostina e i formatori

La vita del centro


DIVERSA-MENTE: spettacolo teatrale
I ragazzi dell’OSI1, con l’aiuto di alcuni ragazzi di seconda e terza, hanno partecipato ad un progetto promosso dall’UCIIM “CITTADINI INSIEME COMUNICARE E CONDIVIDERE I VALORI DELLA SOCIETÀ”.
L’obiettivo di questo progetto era coinvolgere ragazzi di diverse realtà, non solo scolastiche ma anche di vita in quanto molti arrivano da altri paesi e quindi da culture e lingue diverse, in un lavoro che facesse comprendere l’importanza della comunicazione, verbale e non verbale, e dei diritti/doveri che ognuno di loro, in quanto cittadino, deve pretendere e assolvere.
Le riflessioni sono sfociate in una rappresentazione teatrale inventata da loro.
Le difficoltà sono state molte, soprattutto all’inizio, in quanto era la prima volta che si approcciavano a questa forma di espressione: il teatro.
Hanno dovuto imparare a stare sul palco, a mettere in pratica le principali regole del teatro, come parlare a voce alta o non dare mai le spalle al pubblico, hanno dovuto imparare a lavorare insieme, a rispettare i tempi e le caratteristiche di ognuno.
Dopo aver scelto la situazione da rappresentare, le idee si sono susseguite sempre più velocemente, come quella di inserire un balletto e quella di concludere la scena con una canzone scritta da loro!
Come si suol dire “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”! Infatti hanno dovuto faticare molto per imparare bene la struttura, il balletto e la canzone.
Una volta imbastito lo spettacolo e dopo che i ragazzi avevano imparato le loro battute, ci si è concentrati sulla cura dei particolari: elementi indispensabili per far apparire la rappresentazione curata, studiata e ben fatta.
Finalmente il giorno dello spettacolo! I ragazzi erano molto emozionati, anche quelli che fino all’ultimo avevano mostrato meno interesse.
Per fare le prove sul palco ed entrare nell’atmosfera giusta siamo andati al teatro della Crocetta fin dal mattino: è stata una giornata di condivisione e conoscenza molto piacevole perché c’erano anche i ragazzi delle altre scuole che hanno partecipato al progetto.
Le prove sono andate benissimo e questo ha incoraggiato molto i ragazzi che prima erano titubanti rispetto all’esito della loro scena.
Lo spettacolo è andato ancora meglio: il pubblico li ha applauditi tantissimo. Nonostante la tensione e l’agitazione, hanno tirato fuori il meglio di loro: TUTTI sono stati bravissimi, si sono ricordati le battute, i tempi e le posizioni, ma soprattutto TUTTI ci hanno messo una grandissima ENERGIA e VOGLIA DI FARE. Elementi indispensabili perché qualsiasi sfida si intraprenda nella vita venga superata e vinta.
Siamo usciti (mi metto dentro anche io) da questa esperienza arricchiti e più consapevoli perché abbiamo dato importanza a valori che prima davamo per scontato:
la fatica ma anche la gioia del lavorare insieme;
la voglia di mettersi in gioco per superare le proprie paure e stupirsi delle proprie capacità;
l’accettazione degli altri;
la bellezza della sfida;
la soddisfazione che segue ad un successo;
la felicità nel fare una cosa insieme ad altri e nel farla bene;
ma soprattutto la
FIDUCIA IN SE STESSI E NEGLI ALTRI.

Silvietta
Al fondo del giornalino troverete il testo della canzone che hanno scritto e cantato i ragazzi.

Attualità


Visita alle carceri

Venerdì 15/05/08 la classe 3^ OSI si è recata al carcere “Le Nuove” sito in via Borsellino vicino al Palazzo di Giustizia.
All’arrivo la classe è stata accolta da una guida che ha subito iniziato la visita, durata due ore circa, e che ha interessato solo alcune sezioni del carcere perché già restaurate e adibite a museo.
Si è partiti dall’ “Intermedio”, cioè lo spazio tra il muro di cinta esterno e quello interno.
Attaccate al muro c’erano, in una lunga fila, circa quaranta foto di detenuti innocenti, cioè incarcerati e giustiziati per motivi politici e di opposizione del regime fascista. Queste foto per alcuni sono l’unica memoria rimasta della loro esistenza e del loro sacrificio.
Il muro più esterno, alto 5m e spesso 1m, è sovrastato da una passerella da cui le guardie potevano controllare l’interno e l’esterno del carcere.
In più per evitare il rischio di evasioni venivano liberati i cani nello spazio “Intermedio”, sostituiti poi da sonar posizionati agli angoli, per cui la fuga era impossibile.
La visita è proseguita con una spiegazione storica del carcere e, con la visione di alcune lapidi.
La prima sezione visitata è quella femminile, gestita dalle suore, con una “fermata storica” nell’ufficio della comandante “Suor Giuseppina Demuro”, donna straordinaria che ha dedicato la sua vita al carcere. Proseguendo si sono visitate le celle delle detenute, celle con solo il letto o una branda sgangherata.
Attraverso uno stretto corridoio si arriva alla sezione maschile dove le celle sono un po’ più larghe, ma dove mettevano più detenuti insieme. Tutte le celle furono poi ristrutturate, ma alla fine del secolo scorso, erano rimaste tali fino al 1950(anno di inizio della ristrutturazione).All’inizio le celle erano luride, con i muri gonfi pieni di pidocchi pulci e zecche, senza servizi e con un’unica finestra a bocca di lupo da cui si vedeva solo una piccola porzione di cielo.
Successivamente si è visitato il famigerato 1° braccio tedesco con un’altra “fermata storica”. Un giovane ragazzo di appena 17 anni, arrestato perché disertore, venne messo al muro e minacciato di essere fucilato se non avesse detto i nomi dei suoi compagni. Non fece alcun nome ma non fu fucilato. Si sono poi visitati gli alloggi di Padre Ruggero, il cappellano, figura carismatica vissuta con i detenuti per 50 anni. Passando dalla cappella grande, si è arrivati ai cubicoli.
I cubicoli erano celle usate per assistere la messa, obbligatoria, tutte con una finestra che dava su un altare al centro e una per detenuto.
L’esperienza è stata utile per riflettere e per capire che non tutto è un gioco. Ciò che mi ha colpito di più sono le porte di chiusura delle celle, perché consistevano in una più interna solo a sbarre e una più esterna, blindata, con solo una feritoia apribile solo dall’ esterno. Questo indica come fossero ferree le norme anti-evasione nel carcere e quanto la libertà fosse lasciata all’esterno del cancello principale. Tutto ciò dimostra inoltre quanto potesse essere opprimente la vita lì dentro, guardandola con gli occhi di un detenuto. Una volta entrato sei senza libertà e dignità, senza possibilità di movimento, senza spazio vivibile, in continua lotta per la vita e senza sapere se domani ci sarai ancora. Le mie emozioni in merito sono state il disprezzo per molti gesti fatti dalle guardie carcerarie, subiti dai detenuti, e la commozione in alcuni momenti delle “fermate storiche”.

Dario

Attualità


Relazione stage simulato osi 2

Il 3 marzo 2008 la nostra classe, 2^ OSI, ha iniziato l’attività di simulazione di stage. Gli insegnanti ci hanno diviso in gruppi, ognuno dei quali aveva il suo compito da svolgere: c’era chi faceva i volantini, chi le etichette e altri che sistemavano il negozio situato nel nostro Centro.
Abbiamo iniziato tutto questo lavoro facendo delle uscite didattiche tra le quali una delle più significative è stata la visita alla Coap, bottega di prodotti equo-solidali (prodotti che provengono da paesi in via di sviluppo che vengono coltivati o lavorati in aziende gestite dal personale locale). Successivamente ci siamo recati al Centro Commerciale Eataly (Lingotto), nel quale abbiamo potuto osservare le varie tecniche di visual merchandising e analizzare i differenti marchi slow-food.
Il 31 marzo ci siamo recati all’istituto Giolitti per confrontare i negozi simulati di altri istituti aderenti al progetto “Simulimpresa” e fare qualche domanda per poi cercare di realizzare un negozio di e-coomerce.
Avevamo, infatti, un duplice obiettivo: il primo era quello di aprire il punto vendita fisico “Mondo&Paradiso” che è stato inaugurato il 2 aprile 2008 con un rinfresco al quale hanno partecipato tutte le classi del CFP Auxilium e Suor Agostina che ha tagliato la fascia inaugurale.
Il secondo obiettivo, ancora da finire di realizzare, è quello di aprire un negozio virtuale che collaborerà con gli altri Istituti che aderiscono al progetto “Simulimpresa” del Giolitti.


Ragazzi OSI2

Attualità


DIAMO VOCE AL CUORE

Ciao caro amico
Ti dico tutto quello, che penso sul razzismo
Te lo dirò solo una volta, tutti siamo uguali
No c’è differenza, tra culture diverse
È meglio se iniziamo un’amicizia
Tanto da volerci bene come due fratelli
Per avere un amico per sempre

Caro amico di colore noi ti apriamo il nostro cuore
se hai bisogno di aiuto, avrai il nostro contributo
non rinunciare a sognare : la tua vita può migliorare
bianchi e neri per un mondo che può cambiare
rinascere in una Terra davvero universale
Un’unione che va oltre la religione
apri gli occhi amico, abbiamo un’occasione!
Con questa canzone diremo la nostra opinione,
ascoltala attentamente, sarà un aiuto per tanta gente
persone diverse con un’unica idea
non facciamoci travolgere da quest’alta marea

La paura del diverso, è un controsenso
Io penso uomo = uomo, niente differenza
La peggior arma, è l’indifferenza
Rit.
accanto ad un amico, così si può star bene si
con un amico accanto, non si può star meglio di così
certo a volte si sbaglia fermiamo le parole
parliamo con gli sguardi e dai diamo voce al cuore

Venuto da un paese, anche troppo distante
Voler cambiare vita è un pensiero costante
Strade con lastre d’oro, alla Tolstoj
Mettete piede qui, ma le lastricate voi
Zero differenze, religiose o di colore
Si sa che sono tutti buoni, con le parole
False promesse, ricevute troppe volte
Tutte le tue speranze, ormai si sono sciolte
Ed è dura tenere, il veleno tra le pagine
Sapere che il bicchiere, è mezzo pieno ma di lacrime
L’unico amico che hai e non hai perso
E’ al mattino allo specchio, il tuo riflesso!
Rit.
Il mondo usa il razzismo, come arma personale
Nessuno cambia, tutto resta uguale
Conosciamo già, quale sarà il finale
Una lotta iniziata, in epoca primordiale
Lotta per il territorio, di occupazione
Per alcuni è Difficile, accettare l’integrazione
Ci stupiamo poi, se si fa una ribellione
per chi allo stato, vuole dare protezione
è un’ idea che sta, portando all’ esasperazione
idee e parole, più forti delle armi
pensate se il razzismo, iniziasse a toccarvi